Cartello in americano

Sapete che Apple è stata condannata per aver di fatto offerto un’infrastruttura agli editori che avessero voluto fare cartello.
Negli USA una cosa del genere prima o poi viene fuori, sopratutto perché la stampa non ha contributi pubblici e quindi deve inventarsi uno scandalo al giorno1 per poter sopravvivere; quando dico inventarsi, spesso va inteso letteralmente, ma nello specifico sia in Apple che presso i referenti l’idiozia è stata tanta e tale che oggettivamente andavano condannati più per coglionaggine molesta che non per tutto il resto2.

Vedete, gli statunitensi hanno bisogno di flusso e tracciabilità per esistere. Panico e crisi isteriche sono le tipiche reazioni dello statunitense tipo che ha finito la carta igenica, ha una mano impegnata e non trova l’app specifica sul da farsi. Quindi hanno sì la fissa della segretezza, quella dello spiare tutto e tutti ma poi non ci capiscono più un cazzo e tracciano tutto quello che dovrebbe restare indicibile, scrivendosi tutto per posta elettronica, e conservandola gelosamente.

Se vuoi incriminarli di qualcosa, scegli un capo d’imputazione qualunque, entri nella loro posta elettronica e lo cerchi per “contiene”3.
Vent’anni sicuri.

Come avranno fatto i segugi dell’FBI a scoprire che Apple faceva cartello sui libri?
Leggendo la corrispondenza intercorsa, in cui la Nostra si vantava di poter offrire strumenti sofisticazzissimi4, e la controparte rispondendole, grazie, con questa faremo cartello che è un piacere, sarà bello concludere affari illegatli tra noi.

Poopii, poopii, poopii: effebiai, siete inarresto, eccetera.

* * *

Oggi ricevo una e-Mail da IBS e da Bookrepubic.
Con lo stesso identico testo, e le stesse identiche cifre in euro, mi proponevano lo stesso affarone (oggi erano segreti erotici dei cuochi, mi pare; dev’essere una cosa tipo come trifolare cazzi) sugli stessi e-book.
E questa cosa va avanti da mesi.

Ora, io non so voi, ma:

1) ne avete letto su un giornale?
2) l’antitrust ha nulla da dire in merito?

* * *

  1. La storia dell’operazione Tailwind | Il Post
  2. Internazionale » Opinioni » Il gioco sporco della Apple
  3. XKeyscore: NSA tool collects 'nearly everything a user does on the internet' | World news | theguardian.com
  4. Si tratta di strumenti sofisticati e cazzutissimi

Autore: eDue

Bieco illuminista

2 pensieri riguardo “Cartello in americano”

  1. Anni fa comprai tutte le puntate di star trek uscite con panorama. Ho saputo dell’iniziativa editoriale da repubblica, che mio padre compra regolarmente. Sì, c’era (e immagino ci sia ancora) la pubblicità di panorama su repubblica. E’ come se un macellaio facesse pubblicità al macellaio della via accanto. A me la cosa stupì molto, ma fui l’unico a stupirmi.

    Forse l’AGCOM non legge i giornali, non guarda la pubblicità e vive in un altro paese. Prova a scrivergli.

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