Viva il Francia (AlfaDay)

Oggi pomeriggio Alfa Romeo ha organizzato una prova ad invito in pista di macchine di serie, sul circuito di Anagni.

Molti signori incuriositi e molti pischelli sullo sbruffone andante, di quelli da 147 nera coi fari bianchi e luci blu.
Molte mogli che sembrano mamme e guardano il bambino che si diverte.

Gli istruttori sono del Centro di guida sicura di Andrea De Adamich.

Briefing in aula con concetti di base di guida in pista e di buon senso.
Regola numero uno: le macchine sono strettamente di serie, Alfa Romeo vuole farvele provare, non mandarvi a ruote per aria. Molti mugugni; a domande mirate, risposte sicure dall’uditorio, e ovviamente sbagliate.

Molte battute tipo tra il pubblico, ma poca tempra e si vede.
Gli istruttori lo sanno, e nel giro d’esplorazione operano una prima selezione, guidano come sanno e li fanno decisamente cacare addosso.
Vedere una curva che ti arriva addosso ai 170 e non accennare a frenata, ti fa capire che pista e Pontina sono diverse.

Prima prova Alfa Brera 3.2: cono 4.

Istruttore giovane, più giovane di me, e non è entusiasta di essere lì (lo capisco) e lo da a vedere (e questo lo capisco meno).
Gli dico di stare tranquillo, sono cosciente di essere una mezza sega, andrò pianino; nemmeno finisco di dirlo metto la prima e mi si spegne. Ma la frizione c’è?!
Pesta sul tasto start con sufficienza e mi sputa un
“ma no, rilassati, vai che ci divertiamo”
ma ha il retrovisore girato verso di sé e sembra se lo stia dicendo.
Avrà pensato vaffanculo.

Comunque finora non m’ha mai guardato.

E’ teso, e io lo sono di conseguenza. 4 giri, la macchina non mi piace, la persona a fianco meno.
Chiedo se posso far entrare il VDC per sentire gli effetti visti in aula, mi dice sì, ma vorrebbe mandarmi a catafottere.
Chicane, la macchina controlla ed esce dritta, lui dice OK, rientriamo.
Ma non sembra sollevato, sembra solo stia contando i secondi alla fine della giornata.
Non sono solo io a stargli sul cazzo, è la situazione.
Dopo di noi ha un’altra orda, la mattina ne ha avuta una e ieri tre.
E domani sono altre tre…

La Brera è un polmone (per essere un tremilaeddue) ma sta bene a terra.
Non è per me.

Sceso mi chiamano con altri due in una Alfa GT Q2 rosso alfa per il circuitino di sterzata.

Lo stesso istruttore che ci aveva accompagnato in pista, ora non deve contenersi (!) e si diverte.
Divertente, brava la GT e bravo lui, perché mentre controsterza spiega con voce calma: “Ecco è entrato l’HDA, anche se affondo lei non prende gas”.

Poi mi chiamano al cono 11.

Adesso mi tocca la 159, e spero una SW.
SW, rossa, 1.9 JTDm, bene.

Entro, sistemo il sedile, porgo la mano all’istruttore, lo guardo.
Lui mi guarda ed io lo guardo.
Giorgio Francia, ciao.
Quel Giorgio Francia.
Quello.

Giorgio FRANCIA

Senti Giorgio, io sono una mezza sega già rispetto al tuo collega precedente, adesso mi tocca passare dai mezzi e decimali…

Come andiamo e che si fa lo decido io alla prossima curva, tu giuda tranquillo, OK?

OK. Eravamo la macchina 11, e ci siamo mossi per undicesimi, siamo rientrati molto prima; intendiamoci, ci lasciavano passare, nulla di agonistico.
Quattro giri divertenti, poche parole, quelle giuste: tieniti a destra, lungo, perché freni? scala ma non alzare il piede; adesso tutta a sinistra, alla chicane esci dritto, 3a, 4a, 5a, 6a e lasciala allargare.

Al curvone eravamo a centosessanta; non frenare, lasciala scivolare un po’, adesso apri, tutto.

Ottima macchina la 159, dico.
Gli dico che per essere un diesel e un millennove è sorprendente. Gli dico anche che abbiamo la 156 SW al parcheggio.
Lui mi dice che anche lui aveva la 156 SW, ma questa è un altro pianeta (adesso ha una 159 1.9 SW).
Concordo; quello che stiamo facendo, con la ’56 non lo farei.

Quarto giro, decelerazione, ma intanto seghiamo una 159 berlina 2.4 “occhio questa ha qualche cavallo in più… ok, passiamo, passiamo”.
Un collega bofonchia in radio, lui dice: passiamo.
Ancora in parabolica, lui dice di tenere la terza anche nella chicane, proviamo a farla tutta dosando.
Lei sopporta ed esce dritta ed ha ancora un po’ di pedale per il rettifilo opposto all’ingresso.
Però, mica male…

Gli dico che la mia 147 la trovo gommosa, lui dice che è vero, ma sta comunque bene a terra, loro la usano per i corsi su al Centro. Gli dico che non mi fido.
Portala qui e provala, adesso la pista la conosci.
Non è una cattiva idea.

Cono 11. Ringrazio e saluto.
Ci vediamo al Centro. Eh, magari… Poi penso che al Centro potrebbe ricapitarmi l’insofferente di prima.
Meglio di no. 😉

La 159 SW mi piace. La Brera no.

Grazie Giorgio. Erano 15 anni che non mi divertivo a guidare.
Certo che se avessi avuto seduto al fianco uno così allora…

Alfa Romeo GTV6 2.5

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Le seguenti offerte (Pesce pescato)

Oggi al supermercato, annuncio:

Al banco del pesce potrete trovare le seguenti offerte speciali:
Pesce pescato a quattro euro e novanta
(…)

Ero in effetti in attesa del seguito di

Purea realizzata con patate intere

Ora, mi aspetto che la prossima pubblicità di autovettura reciti “con carrozzeria in acciaio formato, piegato e elettrosaldato, verniciata in un colore a scelta tra quelli disponibili, con numero quattro pneumatici a corredo di altrettanti complessivi cerchio-sospensione-ammortizzatore saldamente fissati. Per tutto luglio, motore compreso nel prezzo.”

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Blocco del traffico

Il Blocco del traffico, si fa quando il livello di inquinamento raggiunge livelli pericolosi (in quelli intollerabili viviamo normalmente) per le casse dei comuni.
In quelle occasioni, possono circolare solo i mezzi meno inquinanti e coloro che ne hanno bisogno.

Oggi intorno alla stazione Termini era tutto bloccato, traffico pazzesco.

Perché c’era un raduno di Ferrari d’ogni epoca e di Harley Davidson da tipico suono di scureggia nel bidet pieno, d’ogni epoca.

E c’erano tre carabinieri, di cui uno si esibiva in abili manate sulle macchine (non Ferrari) nel gestire il traffico pazzesco dovuto a un centinaio di persone che hanno bloccato Roma (evidentemente provvisti delle relative autorizzazioni).

Ho pensato a Veltroni, all’ambiente, a Roma.

Ho pensato a Veltroni, perché di meglio non c’è e non ho inteso con questo fare un complimento a nessuno.

Ho pensato all’ambiente, perché per far divertire i Ferraristi che partono rigorosamente sgommando con motori plurifrazionati dal 3.2 in su inquinano davvero poco e rispettano tutti i dettami del codice della strada controllati dai carabinieri, ed ho pensato agli Harleysti, che hanno già la loro punizione sotto il culo.
Ed ho pensato che tutti costoro fossero convenuti a Roma per necessità, e che l’inquinamento che causavano fosse sacrosanto.

E non penso all’inquinamento di UN 3.2 8 cilindri boxer di venticinque anni fa spremuto da semaforo a semaforo per la necessità di soddisfare ego infantili, penso a tutti quelli che come il sottoscritto erano FERMI al centro di Roma col motore in moto tutto intorno. E non lo potevano spegnere per evitare la manata tattica del carabiniere efficiente.

Ed ho pensato a Roma, che oltre ad essere stravolta da mille operette inutili, dalla monnezza che abbonda ovunque e dalle transenne che ne limitano la fruibilità generale per pochi interessi particolari, è tutta grigia di inquinamento e peggiora ogni minuto.

E le mancavano i rampanti di Burago…