Difendere le tradizioni millenarie

Vi sarà capitato di stare in coda alla cassa al supermercato e afferrare un Kit Kat all’ultimo momento prima di pagare. Se vi trovaste in Giappone questo gesto vi richiederebbe forse lo stesso impegno che mettete per decidere cosa vedere su Netflix: in un negozio qualunque vi trovereste davanti a decine e decine di gusti, dimensioni e colori disparati; ma potreste pure finire in un Chocolatory Kit Kat, una boutique che vende le versioni più raffinate e costose dello snack, spesso ridotto a un unico lingottino confezionato in carta preziosa. In Giappone il Kit Kat non è un semplice dolcetto ma, grazie a un’intelligente campagna di marketing, ha avuto un successo commerciale enorme ed è diventato uno dei dolci più popolari, spesso scambiato per prodotto tipico del paese.

Da In Giappone vanno matti per i Kit Kat – Il Post.

Morte di un matematico francese

Nel 2012 Nathalie Funès del Nouvel Observateur ha trovato un documento inedito, attendibile: Maurice Audin è stato ucciso con un coltello da un sottufficiale dei paracadutisti, Gerard Garcet, e sepolto in una fossa a circa venti chilometri da Algeri. Lo hanno confuso con Henri Alleg, era lui quello da eliminare. Erano, anche, drammaticamente cialtroni. O forse Maurice Audin è stato strangolato dal tenente dei paracadutisti che lo sta interrogando. Gli saltano i nervi, ha una crisi di rabbia perché questo prigioniero non si decide a parlare. Si è fatto un nome, un ufficiale decorato della Legion d’onore. È morto nel 1995. Suo figlio dice che non è vero, che il padre gli ha raccontato di aver consegnato Audin ai suoi superiori. E che era, Maurice Audin, un prigioniero «troppo sensibile».

Erano, anche, drammaticamente cialtroni.

Da Morte di un matematico francese – Massimo Cirri

E se ti viene male ti ci diverti alla faccia sua

I costi, tra gli 8.000 e i 10.000 euro annui per uno studente fuori sede(3), potrebbero tuttavia risultare insostenibili per molte famiglie, impedendo loro di accedere ai vantaggi dati da una laurea. Se però si inizia a risparmiare con largo anticipo, magari fin dalla nascita del figlio, l’esborso può risultare meno impegnativo. Investendo i risparmi, poi, si riduce anche l’esborso totale.

Da Investire nello studio dei propri figli conviene? – The Money Box

Bruno Trentin, 8 giugno 1992

Dobbiamo tagliare ogni legame compromissorio con la gestione consociativa del collocamento, degli appalti, delle assunzioni nella pubblica amministrazione perché questi sono i terreni propizi alla penetrazione della mafia, non solo nello Stato, ma anche nel sindacato. Solo così possiamo dimostrare che facciamo sul serio, che siamo, agli occhi dei cittadini, un interlocutore credibile per una battaglia contro la mafia. Proprio come riusciva a fare Giovanni Falcone che nello sfascio delle istituzioni e dello Stato sociale, a Palermo e per i siciliani, era lo Stato, uno Stato per il quale valeva la pena battersi.

Da Strage politica o mafiosa? Parla Bruno Trentin – Rassegna

I coglioni sono un problema di pancia

se distogliessimo per un momento lo sguardo dal nostro monumentale ombelico, e ci guardassimo attorno, e magari dessimo un’occhiata all’indietro, forse intuiremmo il capolavoro di un’Europa che per la prima volta nella storia ci ha riempito la pancia, e consegnato l’inestimabile libertà di essere tanto scemi.

Da Il suprematismo vittimista – La Stampa

Telefonare pallido ed assorto

Mi pare che il tema dell’uso del cellulare in auto torni periodicamente; temo di non poter essere originale rispetto alle altre volte che se ne è parlato.
La novità è che si propone l’obbligo di disattivare l’interfaccia del telefono mentre l’auto è in movimento1.

In macchina si può fare tutto: truccarsi, navigare tra otto sotto-menu nel bancomat a centro plancia per alzare la temperatura del clima, riconfigurare a 130 km/h parte del quadro TFT che ha sostituito gli strumenti, cercare di centrare il millimetro quadro del touch screen che consente di passare dal navigatore alla radio.
Tutte cose che non sono nient’affatto pericolose alla guida.

Però telefonare no, quello no.

Quindi il telefono è il babau, ma si continuano a leggere recensioni e prove entusiastiche per tutti questi ciaffi inutili e pericolosi, e si arriva persino a dire che “per auto di questa categoria” ce ne vorrebbero, ed uno se ne aspetta, pure di più.

Allora decidiamo una volta per tutte: o siamo contro tutte le distrazioni e cominciamo a stigmatizzarle tutte e con forza, oppure finiamola di lavarci la coscienza esecrando il cellulare mentre sdilinquiamo per tutto il resto.

Allora: facciamo che chi farcisce le vetture di ciaffi2 che distraggono li debba disattivare mentre la macchina è in movimento?
Dai facciamolo!
Facciamo che uno debba aspettare fino all’autogrill successivo per cambiare la fragranza di bordo dal sotto-menu del tablet a centro plancia?!

Sia chiaro, io sono contro tutte le distrazioni per chi guida.
Non mi rassicura sapere che potrei morire sulle strisce perché uno cambia la regolazione del massaggio dei sedili, invece che telefonare alla nonna, perché quest’ultima cosa, e solo questa, non può farla in movimento.

* * *

  1. Telefonini: e se toccasse a chi li produce impedirne l’uso alla guida? | Il blog
  2. eDue – I ciaffi

Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Io vivo in una delle città più prospere e meglio amministrate d’Italia, sono un uomo, ho la cittadinanza italiana, sono relativamente giovane, sono normodotato, sono autosufficiente, sono eterosessuale, sono bianco, non ho figli, ho un lavoro stabile e che mi piace e uno stipendio che mi permette di vivere serenamente. Sono letteralmente il ritratto del privilegio, in un posto come l’Italia del 2018. Non sono al riparo da tutto – uso le strade e gli ospedali che usiamo tutti, pago le tasse, mi affido alle forze dell’ordine per la mia sicurezza, eccetera – ma comunque vada me la caverò. Posso permettermi di votare per “dare un segnale” o perché Renzi mi sta sul cazzo, posso votare per contestare una sola questione – che sia il caso Regeni o la gestione dei flussi migratori – infischiandomene del fatto che il ministro degli Interni Matteo Salvini e quello degli Esteri Carlo Sibilia proprio su quelle questioni avrebbero fatto e faranno molto peggio. Io lo posso fare, starò bene comunque, anzi, magari mi tolgo pure una soddisfazione. Se però siete donne, studenti, stranieri, genitori, malati, disoccupati, precari, disabili, omosessuali, non bianchi, se non potete vaccinarvi, o se avete a cuore la serenità di almeno una di queste categorie di persone, io ve lo dico, guardiamoci negli occhi: forse non ve lo potete permettere, di giocare col fuoco.

Da Guardiamoci negli occhi | Francesco Costa

Avranno tutte le pagine appiccicate

Da mesi i politici del Partito Conservatore parlavano del colore dei passaporti britannici, auspicando un ritorno al blu. Lo scorso aprile il deputato Andrew Rosindell aveva detto che il passaporto bordeaux era «un’umiliazione» nazionale e dopo l’annuncio di May ha detto che «l’identità britannica stava venendo sommersa lentamente da un’identità europea artificiale, che rendeva infelice la maggior parte dei cittadini britannici».

Il Regno Unito cambierà il colore ai passaporti – Il Post